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Paolo: consumare cannabis per il dolore neuropatico

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Paolo utilizza cannabis per convivere con il dolore neuropatico causato da un incidente. Nonostante la cannabis che riceve sia rimborsata dal Servizio sanitario toscano, Paolo ha dovuto discutere per anni per ottenere la posologia corretta. L’alternativa? Rivolgersi al mercato nero.

L’incidente e la lesione del nervo sciatico periferico

Mi chiamo Paolo Malvani sono disoccupato e vivo in Toscana. Nel gennaio 2007 ho avuto un incidente stradale. Sono stato 22 giorni in coma ed al risveglio ho appreso le mie condizioni: bacino riassettato, costole rotte, polmone bucato, polso sinistro fratturato, gamba sinistra in trazione e piede sinistro che non sentivo più perché nel “rimettermi” il piede, che si era staccato nell’incidente, si era lesionato il nervo sciatico periferico.
Il danno più grosso era dalla parte più lesionata. Il piede riuscivo solo ad appoggiarlo, di camminare scalzo non se ne parlava e per deambulare usavo e uso una stampella. La mia vita non sarebbe stata più la stessa.

Dopo circa 5 anni dall’intervento, più o meno nel 2012, sono tornato ad essere una persona “quasi” normale, anche se tutto quello che facevo prima, come lavorare, stare a sedere, trovare la posizione prima di addormentarmi o fare la doccia era diventato un problema. C’erano delle mattine d’inverno che non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto per infilarmi i calzini.

La mia patologia è neurologica. La lesione del nervo sciatico periferico di sinistra mi ha sempre provocato dolore, tutto il giorno. Ci sono dei giorni che mi fa meno male e dei giorni che mi staccherei il piede da solo, il dolore è continuo e il cambio di tempo e i temporali sono da provare con questa patologia.

I trattamenti convenzionali contro il dolore neuropatico

Nel corso degli anni sono stato trattato con antidolorifici (che non assumo da dopo l’uscita dall’ospedale) e non posso dire che dopo 4-5 Oki o Aulin o Nimesulide, al giorno, avessi tanto dolore, ma preferivo non assumerli perché mi davano problemi di ansia.

Per circa due anni ho eseguito elettro-stimolazioni che non mi hanno dato nessun risultato positivo.

Dopo tre mesi in ospedale sono stato mandato all’istituto Don Gnocchi all’Impruneta, dove mi hanno rimesso in piedi. La prima volta ci sono rimasto quattro mesi e dopo un mese a casa, poi, successivamente, altri due mesi. Prendevo gli antidolorifici e mi trattavano per due tre volte al giorno con le cure elettro stimolanti. Facevo esercizi motori e gli universitari venivano a vedere il risultato dei miei interventi.

Una volta a casa ho proseguito con le cure che passava la mutua (pochissime) e fino al 2013 sono andato in un centro apposito a fare un po’ di palestra a mie spese. Mi sono sottoposto per quattro volte a doloranti esami miografici, che hanno semplicemente stabilito che il nervo sciatico periferico non dava più segni e, sempre al Don Gnocchi, a massaggi linfatici per un esclusivo sollievo momentaneo.

La mia giornata al centro era questa, i primi quattro mesi sono stati devastanti. Mi mettevano in carrozzina con un sollevatore e ogni ora, per tutto il giorno, si alternavano elettro-stimolazioni, massaggi, esercizi, esami, radiografie e cure.

Sono ritornato a casa dopo sette mesi e dopo un mese sono riuscito a tornarci altri due.

La cannabis nel dolore neuropatico

Conoscevo l’erba prima dell’incidente, ma non ho mai fumato sigarette. Un anno dopo l’incidente, una sera è capitato di riprovare a fumare cannabis e ho ricevuto un beneficio inaspettato: il piede sembrò placarsi e quella sera mi permise di dormire. La mattina successiva ne assunsi nuovamente e mi accorsi che camminavo meglio, avevo meno fastidio e da allora è stato sempre così. Da quella sera prima di dormire assumo cannabis per gestire il dolore neuropatico.

Sono stato ad Amsterdam dove ho assunto cannabis e questa pianta mi faceva scordare il mio problema. Così mi sono convinto che, assumendo cannabis, con un problema come il mio, la sostanza prima di agire sul cervello, agisce sul dolore neuropatico. Se non dovessi assumere più cannabis, oltre al dolore neuropatico, sarei anche parecchio più depresso anche perché questa non è più la “mia” vita e penso che sia così per tutti coloro che hanno subito un danno simile.

Nel 2011, sono andato nuovamente in Olanda e sono tornato con un paio di semi che mi sono germogliati. Uno di questi l’ho portato avanti, ovviamente tra le difficoltà di una madre assolutamente contraria e quindi di nascosto.

La piantina cresceva a rilento visto che non gli stavo dietro come avrei dovuto e il posto non era adatto. Comunque ha incominciato a fare le foglie e una quindicina di cime e, dopo un mese, in camera non ci si stava più dall’odore e così la sistemai nel terrazzo chiuso con poco sole, mentre lei continuava a crescere lentamente.

Dopo un altro mese nel terrazzo l’odore era acutissimo e le cime non tanto grandi, ma incominciavano a fare la muffa e così, dopo una quindicina di giorni, ho cominciato a tagliarle e metterle a seccare, erano una ventina, ma piccole. Il risultato finale non fu eccelso perché la pianta non era stata seguita a dovere ed era cresciuta con poca luce.

Fumandola mi resi conto che se l’avessi coltivata perbene avrei potuto fare un bel lavoro, direi che era canapa
discreta e, se mi dovesse ricapitare di farlo, saprei migliorare dove ho sbagliato. Ci tengo a sottolineare una cosa: se il signore l’ha messa in terra non vedo il perché noi dovremo levarla.

Il medico che mi ha seguito dalla nascita fin dopo l’incidente è sempre stato al corrente riguardo al fatto che usassi la canapa invece degli antidolorifici e mi diceva che se avevo dei benefici maggiori facevo bene.

Fino al 2013 non avevo mai provato a importare cannabis attraverso i canali legali, perché non sapevo come fare e credevo di fare più velocemente andando personalmente in Olanda. Fino alla prima prescrizione ho sempre acceduto al farmaco illegalmente e la qualità non sempre era adatta. La spesa era notevole, circa 300-400 euro per un etto e rischiosa, ma non mi importava nulla. Io così stavo meglio.

La prescrizione di cannabis

All’inizio del 2013, presso l’ospedale di Grosseto, finalmente ho ottenuto la prima prescrizione di cannabis per il dolore neuropatico, grazie alla dottoressa Maria Elena Simone che mi ha prescritto 30 grammi al mese di Bedrocan. Il costo del farmaco per fortuna mi è rimborsato dalla mutua. Questa dottoressa è stata l’unico medico che mi abbia aiutato sotto questo profilo. Essendo fra i primi a utilizzare questa medicina sono entrato a far parte di un programma di sperimentazione presso lo stesso ospedale e così, a partire da quel momento, la mia vita è cambiata nuovamente e certamente in meglio.

Avendo cominciato a consumare cannabis di qualità in maniera regolare andavo bene in bagno, dormivo senza problemi, avevo appetito, insomma, ho passato un periodo durante il quale la mia quotidianità era diventata migliore. Io non uso alcol e non fumo sigarette, vaporizzo il Bedrocan puro oppure lo fumo in uno spinello
sempre puro. In quel periodo mi hanno anche alzato leggermente il dosaggio sino a 34 grammi mensili, io peso 100 kg e sono alto 1 metro e 90 a me questa posologia non era ancora sufficiente. Mi sarebbe servito almeno il doppio.

Il 24 marzo del 2014 però ho avuto un altro grave problema di salute: la disseccazione aortica.

Mi hanno dunque operato di urgenza e sono stato ricoverato a Siena. Come conseguenza di tale problema ho dovuto fare la dialisi fino al 2015. Prima facevo 3 sedute a settimana poi ho scalato a due sedute e, alla fine, una seduta a settimana. I dottori mi avevano detto che avrei dovuto continuare per tutta la vita, invece, appena ho ricominciato a usare il Bedrocan e ho abbandonato anche quella singola seduta.

In tutto quel periodo infatti la mia terapia a base di cannabinoidi era stata sospesa univocamente dai medici e ho dovuto combattere contro i dottori perché il mio fisico ne aveva bisogno. Adesso ho una prescrizione di 36 grammi mensili, ancora insufficienti e in aggiunta quando la ritiro presso l’ospedale me la danno in bustine, tutto triturato che mi sembra di fumarmi le spezie per insaporire l’arrosto.

A mio parere infatti questa maniera di preparare la cannabis, la preparazione galenica in bustine, va ad influire negativamente sulla qualità del prodotto e me ne accorgo perché quando la compro in farmacia e me la danno intera nel barattolino, ha un effetto benefico sicuramente più profondo.

Posologia di cannabis inadeguata

Io credo che con 5-6 grammi al giorno potrei provare a togliermi la stampella, ma in ospedale non vogliono assolutamente alzarmi il quantitativo prescritto e non si capisce perché. E così quando la cannabis che mi rimborsano è terminata sono ancora costretto a rivolgermi al mercato nero comprando 5 grammi a 50 euro, oppure vado in farmacia e me la vendono a 90 euro per 5 grammi, davvero un altro colpo al cuore!

Purtroppo questa pianta è in mano a persone a cui mancano le basi, ci sono molti cialtroni, non c’è verso. Quando chiedevo di alzarmi la posologia mi rivolgevo a gente che mi guardava senza rispondermi. Se potessi vorrei riprendere a coltivarla, ma non riesco nemmeno ad alzare un vaso e quindi non posso proprio.

A distanza di anni che sto usando la cannabis, quella con il principio del THC che per me rimane l’unico vero curante naturale, non ho problemi né di ansie né di aggressività di nessun genere. Mi altero solo in presenza dell’ignoranza, infatti noto che purtroppo il mondo della cannabis in Italia sia pieno di problemi: il farmaco viene ancora troppo manipolato e come tale perde efficacia nella sua potenza, la cannabis era stata messa nelle piazze, dicendoci che fosse droga, per poi spostarla alle tabelle mediche solo ed esclusivamente per reprimere e sottomettere la società in cui viviamo. Infatti la cannabis è stata accettata, ma solo se interamente medicalizzata, quindi, adesso, è stata data in ostaggio agli ospedali dove la conoscenza è studiata ma non vissuta e non è la stessa cosa.

Io, nel frattempo, subisco quotidianamente gli effetti benefici della cannabis i quali stupiscono me stesso, in primis. Ho smesso di bere e di fumare completamente e oramai sono diversi anni che la mattina mi alzo e non mi puzza l’ alito, sono fresco come una rosa coperta di rugiada. La mattina presto provo sensazioni che faccio fatica a descrivere da quanto sono potenti, sono riscoperte incredibili e ovviamente faccio di tutto affinché queste siano presenti il più possibile, quindi evito il più possibile il cibo spazzatura e la sera faccio una sana camminata: piccole cose che, quando sommate, diventano grandi.

Finalmente, dopo anni di discussioni, a metà 2018 mi hanno alzato la posologia a 43 grammi mensili e a metà agosto 2020 siamo saliti a 55 grammi. Io consumo 5-6 grammi al giorno quindi probabilmente non sarà ancora sufficiente a farmi svincolare dal mercato nero, ma poco a poco almeno hanno capito che il mio fabbisogno non è quello di un uomo che pesa 60 chili.

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