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Parola agli esperti e ricercatori

Marco Bertolotto: un medico in prima linea per la canapa terapeutica

canapa terapeutica

Il Dottor Bertolotto è conosciuto in tutta Italia grazie al suo impegno per la canapa terapeutica soprattutto come trattamento nella terapia del dolore.

 

Quando ha terminato il suo percorso universitario cosa sapeva delle applicazioni canapa terapeutica?

Assolutamente nulla. Ho terminato la scuola di specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore nel 1988 e nulla si sapeva di canapa per usi terapeutici. Quelli erano tempi in cui si portava avanti la richiesta di utilizzo degli oppiacei, che allora erano considerati un vero e proprio pericolo per la salute dei pazienti. Per certi aspetti con la canapa terapeutica stiamo ripercorrendo le stesse difficoltà di allora, ingrandite dal fatto che non abbiamo una semplice molecola, come era la morfina, ma una pianta che ha centinaia di principi attivi.

Come ha cominciato a conoscere le proprietà mediche della canapa?

Facendo il terapista del dolore, e avendo poche armi a disposizione, sono in continua ricerca di qualcosa che possa aiutare i nostri pazienti a stare meglio. Ho letto alcuni anni fa di prodotti farmaceutici a base di THC, il Nabilone, ed ho iniziato a prescriverlo, verificandone le sue proprietà. Successivamente, ho iniziato a prescrivere i prodotti della Bedrocan e si è aperto un mondo di possibilità terapeutiche, che lascia stupefatti. Devo rilevare che per affrontare questo mondo terapeutico, c’è la necessità di una relazione professionale molto stretta con il farmacista, poiché si tratta di preparati galenici, che richiedono  una preparazione in laboratorio molto attenta. Ai medici che intendono iniziare questa esperienza, consiglio di trovare un farmacista che abbia la passione per le preparazione galeniche e di intraprendere insieme il percorso di conoscenza e approfondimento della terapia con cannabis.

All’interno della comunità medica che atteggiamento esiste nei confronti della canapa terapeutica?

Esiste un atteggiamento schizofrenico, di attrazione e di rifiuto. Purtroppo intorno alla cannabis c’è pregiudizio e i medici sono anch’essi dentro questo sentimento. A questo va aggiunto che conoscere la cannabis terapeutica significa studiare moltissimo: botanica, farmacologia, specialità mediche multiple. Ma significa anche aprire la propria mente ad una visione differente della medicina. È soprattutto un salto culturale, a cui i medici non sono abituati, essendo per definizione la classe medica conservatrice e refrattaria alle novità.

Nella mia pratica clinica quotidiana sto facendo una esperienza particolare, dove mi vedo costretto a modificare il rapporto medico/paziente, che diventa quotidiano per aggiornare la terapia e per seguire tutte le modificazioni che il paziente sente durante la terapia con cannabis. Penso che l’informatica potrebbe esserci di grande aiuto, nel costruire una piattaforma di dialogo medico/paziente.

Secondo la sua esperienza quali sono le applicazioni mediche più interessanti per la canapa terapeutica?

Io mi interesso di Dolore e sicuramente in questo campo le sue applicazioni sono straordinarie. Ma nella neurologia, epilessia e malattie neurodegenerative, ci sono spazi terapeutici enormi. Qualcosa di interessante sta emergendo anche nel campo della cura dei tumori, dove il racconto di esperienze personali deve essere inserito in un contesto di ricerca scientifica adeguata. Penso che la cannabis ci riserverà grandi sorprese

Al momento per quali patologie la prescrive?

Dolore di varia natura (neuropatico e nocicettivo), Spasticità, Epilessia, Distonie muscolari, Antitumorale in appoggio alla Chemio e Radio terapia. Ogni giorno mi ritrovo a interessarmi di persone con patologie svariate. Persone che leggono su internet il racconto di esperienze e cercano la soluzione nella cannabis. Per questo conoscere la cannabis costringe il medico ad uno studio continuo.

Secondo lei la canapa diverrà mai un farmaco di prima scelta?

Mi auguro possa diventarlo, ma la strada da percorrere è ancora lunga. La cultura medica è centrata su un assioma ben preciso, caratteristico della medicina occidentale, che vede questo rapporto: una molecola/un organo bersaglio. La cannabis è composta da un numero di molecole enorme, ed ha tutto il nostro corpo come organo bersaglio. La cannabis può essere farmaco di prima scelta, ma per essere tale, il medico deve entrare in relazione col paziente e discutere con lui la strategia terapeutica e le possibili opzioni.

Qual’è secondo lei la strada da percorrere?

Dobbiamo liberare la cannabis da anni di storia legata al suo uso ricreativo e caricarla di contenuti scientifici: ancora troppe persone si auto certificano come esperte, derivando la loro preparazione da anni di uso personale: su internet si leggono cose abominevoli al riguardo, dove persone non preparate scientificamente danno consigli su ogni tipo di patologia. Sono casi in cui la buona volontà di queste persone e la loro voglia di aiutare chi ha bisogno, rischia di creare più danni che benefici: la cannabis non è una pianta neutra, anzi è fortemente attiva sul nostro organismo e spesso ha controindicazioni importanti. Se vogliamo che diventi farmaco di prima scelta, ove sia possibile, dobbiamo lavorare affinché i medici diventino profondi conoscitori delle sue proprietà. È anzitutto un lavoro culturale e scientifico. Sono necessari corsi di formazione per medici e farmacisti, che creino una nuova cultura del curare.

Che ruolo giocano le lobby farmaceutiche, se lo giocano, nel remare contro alla diffusione di questo farmaco?

La lobby del farmaco teme la concorrenza di un prodotto che è fuori dagli schemi comuni. Del resto, sappiamo bene che siamo arrivati a poter prescrivere la cannabis, grazie alla pressione dei cittadini, delle associazione dei malati, dei politici sensibili all’argomento. Penso che le lobby farmacologiche siano contro, ancorché con un occhio attento al momento in cui ci sarà il viraggio verso il business, come sta accadendo negli USA, e allora tutto lo scenario tornerà a cambiare. Le case farmaceutiche stanno lavorando alla produzione di farmaci che contengano alcuni principi attivi della cannabis, perché per loro è fondamentale avere un brevetto da poter immettere sul mercato in regime monopolistico: fanno il loro mestiere, fanno business. Ma è esperienza comune che, per esempio, il Nabixomolo non da gli stessi benefici dell’inflorescenza di cannabis, pur contenendo THC e CBD: ma noi sappiamo che mai un farmaco potrà ripetere l’effetto entourage della pianta.

Esperienze interessanti sotto questo aspetto?

La Bedrocan è un esempio di come una azienda agricola possa diventare una produttrice di piante per uso terapeutico riconosciute dal Ministero della Salute come farmaco. In Italia l’esperienza in corso del Ministero della Difesa, attraverso l’Istituto Farmacologico Militare di Firenze, ci dice che presto ci saranno altre aziende che si proporranno per la produzione. È facile immaginarlo, perché questa esperienza ci racconta di come una azienda farmaceutica sia diventata anche agricola. Allora, quando altri si affacceranno al mondo della produzione, vedremo un bello scontro tra case farmaceutiche e produttori agricoli specializzati in colture indoor. Assisteremo ad un cambiamento nell’industria farmacologica, che a quel punto non riguarderà solo la cannabis, ma anche altri prodotti che derivano dalla coltivazione di piante medicinali. Perché è facile immaginare che i processi produttivi saranno studiati non solo per la cannabis.

 

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27 commenti

  • Franca allasio

    13/08/2019 00:40

    Buona sera .io vorrei sapere se il dottore puo venire a Torino .ho una madre con MP avanzata 90enbe immobile e con ormai forti dolori notturni alle gambe pe crampi I farmaci proposti dal medico non danno risultati sperati .spero e confido in Lei .un figlia disperata per la sofferenza

  • Claudio chiavini

    16/06/2019 17:07

    Buongiorno dottor le scrivo per mia madre , ha 80 anni 5 anni fa le tolsero in tumore al seni e da successivi controlli videro un piccolo tumore primario al polmone , venne tolto ma un mese fa da un controllo di routine hanno trovato un nuovo primario al polmone. Stiamo aspettando gli esami della per. Visto l’età sarebbe possibile utilizzare il cbd contro questo nuovo tumore , sia da solo o in aiuto ad eventuali radio o chemio che spero non faccia vista la situazione fisica finita madre.se si lei anche tramite una visita può farmi un eventuale piano terapeutico? Grazie

  • Paolo martino maria Viano

    10/02/2019 16:28

    Sono un agricoltore della provincia di Cuneo che inizia a produrre canapa medica, avrei piacere di parlare con il dottore Marco Bertolotto. Come posso fare? Grazie e buona giornata

  • canapame

    04/12/2018 13:00

    Buongiorno può prenotare una visita con il Dott. Bertolotto chiamando presso l'ospedale dove lavora: 019.6234393

  • zucca bruna

    03/12/2018 18:48

    HO UNA CARA AMICA DI 84 ANNI CHE HA UN INIZIO DI PARKINSON E UN GRAVE GRETOLAMENTO DELLE VERTEBRE PER OSTEOPOROSI HA DEI DOLORI FORTISSIMI CHE DEVE STARE SDRAIATA SUL DIVANO TUTTO IL GIORNO VORREI SAPERE SE FOSSE POSSIBILE UNA VISITA CON IL DOTT.BORTOLOTTO NOI ABITIAMO A MILANO. LA SIGNORA E' IN CURA ALL'OSPEDALE ORTOPEDICO GALEAZZI MA NON HA RISOLTO MOLTO PER IL DOLORE LE HANNO CONSIGLIATO UN BUSTINO. ASPETTO UNA RISPOSTA DA VOI PERCHE' E' VERAMENTE IMPORTANTE UN CONSULTO CON IL DOTTOR BORTOLOTTO.CORDIALI SALUTI

  • Guido

    21/07/2017 12:56

    Buongiorno,come potrei contattare il dott. Bertolotto? Grazie,saluti. Guido B

  • giacomo

    08/07/2017 13:50

    Buongiorno, mi accodo alla richiesta, sempre su Torino e per dolore cronico neuropatico. (chiedo scusa a chi ha scritto il posto per aver preso in prestito un po' di spazio) Grazie e saluti

  • Alessandro

    05/07/2017 13:13

    Buongiorno, saprebbe consigliarmi il nome di un medico a Torino (o in Piemonte) che si occupa dell'uso e somministrazione di cannabis terapeutica? E' per mia madre, un caso di tumore ai polmoni con metastasi alle ossa e al cervello. Grazie in anticipo e cordiali saluti, Alessandro

  • Alesssandro

    05/07/2017 13:10

    Buongiorno, saprebbe consigliarmi il nome di un medico che sappia occuparsi dell'uso di cannabis terapeutica a Torino? E' per mia madre, con un caso di tumore ai polmoni con metastasi a ossa e cervello. Grazie in anticipo e cordiali saluti, Alessandro

  • Roberto

    24/05/2017 16:18

    Buongiorno...mia madre è affetta da lesioni metastatiche da carcinoma mammario estesosi al cervello....a dicembre è stata sottoposta a intervento chirurgico x asportare alcune delle lesioni al cervelletto....purtroppo i medici ci hanno sconsigliato accanimento terapeutico con radioterapia e chemio a causa delle suo condizioni fisiche e ci hanno detto di attivare assistenza domiciliare dandoci poche speranze....vorrei sapere se ci sono referenti del dottore Bertolotto anche in Campania a cui poterci affidare per un eventuale cura con olio di cannabis dopo esserci documentati sugli innumerevoli effetti benefici di questa pianta.... Grazie mille x l'attenzione

  • canapame

    20/03/2017 14:48

    1) THC e CBD neutri, cioè decarbossilati, oltrepassano la barriera ematoencefalica e raggiungono le cellule tumorali ricche di recettori per i cannabinoidi 2) non conosco la legge belga 3) in Italia non esistono centri che trattino il GBM con la cannabis. So che in Spagna, fanno studi presso la Universita Complutense di Madrid: Dr.ssa Cristina Sanchez

  • Alessandro

    16/03/2017 09:47

    Salve Dottore, e grazie per questo interessante articolo. Ho un caro amico che è affetto da Glioblastoma - Livello IV. Avrei tre domande: 1) Ci sono prodotti cannabinoidi in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, o comunque che possano risultare utili con una diagnosi così? 2) Sono prescrivibili in Belgio? 3) Ci sono centri nel nord-italia e nel Belgio che possono seguire questo genere di prescrizioni, seguire il decorso della malattia? Grazie infinite, Alessandro

  • Fabrizio

    06/03/2017 13:26

    Grazie per l'inf. gentilissimi...

  • canapame

    06/03/2017 12:50

    Buongiorno, per un discorso di semplicità geografica, le consiglio di contattare il Dott. Privitera che risiede in Sicilia a questa sito: http://www.progettomedicomm.com/contatti/ Spero di esserle stato utile. Cordiali saluti F.D.

  • Fabrizio

    06/03/2017 12:20

    Salve e complimenti per il sito web... Sono disperato per una situazione gravissima accaduta il giorno 01/02/2017 in quanto a mia sorella di 43 anni compiuti pochissimi giorni fa è stato diagnosticato un tumore nel cervello GLIOBLASTOMA 4 STADIO. Subito l'intervento dopo pochissimi giorni all'ospedale CIVICO di Palermo purtroppo essendo molto in profondità e di un diametro di circa 5 cm non hanno potuto asportare la massa, i bravissimi medici e tutta l'equipe dello stesso Ospedale sono riusciti appena appena asportare dei piccolissimi frammenti per fare l'esame Istologico per fortuna dopo 4 giorni abbiamo avuto la conferma del tumore e altro. Adesso mia sorella si trova in casa. Ci siamo rivolti al BESTA di Milano anche li bisogna aspettare una prassi molto complicata e abbastanza lunga siamo riusciti lo stesso avere dei colloqui con i bravissimi e preparatissimi medici dello stesso. Ci hanno spiegato che i "VETRINI" li dovevano mandare a Bruxelles sono arrivati pochi giorni fa e hanno riconfermato il tutto. Pochi giorni fa abbiamo fatto fare una risonanza magnetica con il sistema del metodo di contrasto e senza e purtroppo riconferma l'aumento della massa e in più una eschemia si perchè a mia sorella dopo l'intervento si sono manifestati dei dolori tutto il lato dx del corpo, ha problemi con la vista la dx, non ha più sensibilità braccio e mano dx e gamba dx insomma una situazione gravissima mia sorella assume come terapia il Soldesan 8+4 mg,al die il Pantorc 1 cmp al die e il Clexane 4000 U terapia consigliata al BESTA di Milano. Per il momento non sta facendo nessun trattamento cioè ne chiemo e ne altro... AIUTATEMI PER FAVORE NON SAPPIAMO PIU COSA FARE... IO HO DEI VOSTRI CONTATTI TRAMITI AMICI HO SAPUTO DEL DIRETTORE DELLA STRUTTURA AL CAPO DELLA STRUTTURA IL DOTT. Bertolotto ho letto i vari commenti ho letto tutto e mi hanno consigliato di rivolgermi presso il vostro centro. Vi chiedo la cortesia se potete aiutare mia sorella una ragazza di appena 43 anni bella come il sole... Vi ringrazio per la vostra attenzione vi auguro buon lavoro... Complimenti a tutti voi...

  • canapame

    01/03/2017 13:25

    Cara Claudia, mi spiace ma questo non è il blog del Dott. Bertolotto. Può provare a contattarlo tramite il numero di telefono che abbiamo pubblicato. Cordiali saluti

  • Facchinetti Claudia

    01/03/2017 13:05

    Gentile dott. Bertolotto, sono malata da anni di sclerosi multipla e fibromialgia. Dopo vari tentativi con cure di ogni genere, ho trovato pace e benessere solo con il Bedrocan 60 mg in decotto. Mi è stato consigliato di passare al Bediol in gocce ma nessuno sa dirmi con quale posologia. Mi può essere di aiuto? Al momento ne prendo 10 gocce la sera e 4 al mattino ma non so quanto posso ancora aumentare vista la ricomparsa di sintomi che con Bedrocan non avevo più. Grazie

  • Virginia Ruggeri

    24/01/2017 12:22

    Siamo sicuri che è questo il numero? Io è giorni che chiamo ma nessuno mi risponde

  • canapame

    11/01/2017 10:14

    Buongiorno, può rivolgersi a qualsiasi medico che ha la possibilità di prescriverle la cannabis. La legge lo prevede già dal 2007. Il dott. Bertolotto lavora a Savona però da quello che mi dice ha così tanti casi da seguire che vi consiglio di cercare direttamente un medico nella vostra regione. Cordiali saluti

  • Roberta

    10/01/2017 21:45

    Grazie mille per la pronta risposta. Noi abitiamo a Roma, ci sono delle strutture anche qui a cui rivolgersi per avere questa sostanza oppure bisogna necessariamente prendere appuntamento all 'ospedale che è indicato sopra? Mi sembra di capire che si trova a Savona, giusto?

  • canapame

    10/01/2017 18:14

    Gentile Roberta, questo non è il blog del dott. Bertolotto, ma un blog informativo sulla canapa medica. Quello che ti posso dire come giornalista che ha intervistato molti pazienti, anche oncologici, è che sicuramente la cannabis può essere di beneficio. D'altronde con la bassisima soglia di nocività che presenta questa sostanza tentare non nuoce. In bocca al lupo

  • Roberta

    10/01/2017 18:01

    Gentile dottor Bertolotto, mia madre è affetta da adenocarcinoma polmonare che ha rilasciato metastasi al cervello. È stata operata per togliere la metastasi cerebrale e per asportare il tumore al polmone (tolto solo parzialmente). Ora sta seguendo la terapia biologica col farmaco Giotrif che però le provoca notevoli effetti collaterali e non so se riuscirà a continuare la cura. Vorrei sapere se l'olio alla cannabis potrebbe aiutarla a sopportare meglio la cura o se addirittura potrebbe avere efficacia contro lo stesso tumore. Grazie.

  • canapame

    05/01/2017 15:54

    Per prendere appuntamento con il Dott. Bertolotto telefonare all'ospedale al seguente numero 019.623.4293 e chiedere un appuntamento per la cannabis terapia.

  • Virginia Ruggeri

    05/01/2017 15:02

    Dottore volevo sapere se mia figlia di 3 anni affetta da retinoblastoma poteva essere trattata con la cura dalla cannabis.

  • Carmen DE LEVA

    04/01/2017 08:19

    potrei sapere come fare x ottenere una visita con il dottor Bertolotto? mio figlio ha 39 anni. grazie sig.ra De Leva

  • canapame

    03/01/2017 10:41

    Sicuramente la cannabis è indicata nelle neuropatie. Bisogna conoscere l'età del ragazzo per decidere se associare il THC. Sicuramente utilizzerei una varietà che contenga THC e CBD, con maggiore concentrazione di CBD. Il THC agisce sui recettori C B1 e CB2 bloccando l'eccitabilità neuronale dovuta al danno immunitario; il CBD interviene modulando il sistema immunitario. Si inizia con concentrazioni basse, e si sale col dosaggio piano piano. Ricordando quando sosteneva Paracelsus: "il dosaggio è ogni cosa", noi sappiamo che la cannabis ha un effetto bifasico dipendente dal dosaggio che il paziente assume.

  • Carmen DE LEVA

    02/01/2017 15:52

    Gentile Dr.Bertolotto, vorrei sapere se mio figlio, affetto da polineuropatia dovuta a malattia autoimmune può essere trattato con la terapia della cannabis.Tuttora viene curato col cortisone, si è gonfiato moltissimo. Siamo disperati, attendo una sua risposta. Cordiali saluti.Grazie sig.De Leva